Titoli di stato, una strada con due uscite

Milano – L’asta di metà mese delle emissioni dei titoli di stato italiani evidenzia come sino a tre anni i rendimenti sono negativi. Se per l’asta dei Bot a 12 mesi avvenuta qualche ora prima del discorso del presidente della Bce Mario Draghi, 10 marzo, non si è avvertito il peso delle decisioni di supporto all’economia di eurolandia, con le emissioni di medio e lungo termine Btp a 3, 7 e 15 anni, effettuate il giorno 11,  gli effetti sono chiari.

Confronto curva dei rendimenti

Confronto curva dei rendimenti

Le emissioni, avvenute venerdì 11 marzo, presentano tassi di interesse in ribasso: Il Btp triennale, per la prima volta è sceso in territorio negativo, rende -0,05%, il Btp  settennale con scadenza al 15 marzo 2023 al suo primo collocamento  (codice per la negozIazione IT0005172322)  ha un rendimento del +0,79% e il Btp a 15 anni  ha un tasso d’interesse di +1,84% , in calo di 0,24 punti percentuali rispetto al 2,08 del’emissione di Febbraio.

Il mondo dei titoli di stato come quello delle obbligazioni può essere considerato come una strada con due uscite; chi deve acquistarli e chi già li possiede. Se per i nuovi sottoscrittori i rendimenti risultano essere in ribasso la musica per quanti già posseggono titoli a tasso fisso cambia. Il prezzo dei titoli già in corso aumenta quanto i rendimenti si riducono e con una velocità maggiore se le scadenze sono di lungo termine.

Btp 2,70% 1 mar 47

Btp 2,70% 1 mar 47

Faciamo un esempio con il Btp trentennale emesso quest’anno. E’ il Btp scadenza 1 marzo 2047 del 2 febbraio 2016 e tasso d’interesse fisso al 2,70 per cento. In sede di prima emissione ne sono stati collocati 9 miliardi di euro presso investitori istituzionali ad un prezzo di 99,182 ( considerando che il valore di rimborso di un titolo di stato è a 100 i primi sottoscrittori nel caso conservassero il titolo sino alla scadenza spunterebbero un tasso  d’interesse lordo di 2,758 punti percentuali). Dopo il discorso di Draghi per effetto combinato della riduzione dei tassi d’interesse e l’aumento dell’importo mensile degli acquisti di titoli da parte della Bce l’ultimo contratto del  Btp 2,70% 1 mar 2047 venerdì 11 marzo è stato trattato a quota 103,65..

L’ incremento di 4,468 punti percentuali in 38 giorni è equivalenti ad un tasso d’interesse annuale del 42,91%: forse qualcuno ha già venduto il trentennale portando a caso un lauto guadagno.

@salvo62barbato

Per le tabelle e i grafici

 

 

Condividi sui socialTweet about this on TwitterShare on Facebook0Share on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone