Allacciare le cinture

Milano – E’ accaduto, accade e accadrà di osservare i mercati finanziari reagire ad una notizia non buona con euforia.  Quando la Yanet  Yellen , presidente della Fed, il 29 Marzo nel corso di un intervento non ufficiale ha dichiarato di voler procedere con cautela al rialzo dei tassi di interesse, con cui si finanziano gli intermediari finanziari americani, una parte degli investitori e operatori ha iniziato a comprare azioni, materie prime e a vendere dollari per obbligazioni e partecipazioni dei mercati emergenti.

I rendimenti sono in ribasso rispetto al mese scorso

I rendimenti sono in ribasso rispetto al mese scorso

Il risultato: è stato il brindisi delle borse azionarie mondiali, in generale e dei mercati emergenti in particolare, il recupero  dei prezzi delle obbligazioni dei paesi emergenti  e l’indebolimento del dollaro contro 19 delle 20 più importanti valute mondiali.  Il fatto importante è stato che la Yellen ha corretto le sue dichiarazioni ufficiali dello scorso anno, in cui aveva affermato che i tassi d’interesse sarebbero saliti in America in quattro volte, mentre ora non si sa in quante volte , in che misura e soprattutto quando. Ha giustificato il suo proposito per elementi esterni all’economia americana che inducono alla cautela. Il ritardo del rialzo  potrebbe nascondere un’ economia a stelle e strisce in rallentamento, mentre alcuni fattori geopolitici sono sotto i nostri occhi: forse in un contesto il cui le informazioni bombardano gli investitori creando rumore è importante individuare alcuni segnali. Sul fronte europeo possiamo parlare dei flussi migratori dai paesi in guerra verso eurolandia, della disoccupazione che non accenna a diminuire e degli attentati terroristici. Dall’altra parte dell’oceano, la questione della nomina del 45° presidente degli Stati Uniti e la mina vagante della situazione medio-orientale contribuiscono a creare volatilità, incertezza e dare l’impressione che le borse azionarie siano finite sulle montagne russe.  Come comportarsi in un contesto in cui noi europei abbiamo almeno due certezze?.  La prima è il che dollaro debole indebolisce la politica monetaria della Bce, realizzata sulla tesi di una valuta americana forte. La seconda è la  politica monetaria europea , quantitative easing che prevede acquisti di titoli governativi e delle primarie società europee con l’effetto di un trend positivo dei titoli governativi italiani in presenza di rendimenti negativi sino alla scadenza dei tre anni. L’investitore deve rivedere il proprio portafoglio in funzione delle proprie esigenze finanziarie, previdenza complementare, formazione per sé e per i propri figli, acquisto casa (ad esempio)  e non mirare ai rendimenti delle singole classi finanziarie perché è in queste situazioni che occorre allacciare le cinture di sicurezza in quanto si prevedono turbolenze

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