Con la partecipazione di 160 investitori istituzionali, di 40 diversi paesi, per una richiesta di 110 miliardi di euro, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, martedì 21 aprile ha collocato 16 miliardi di Buoni del Tesoro poliennali.

I rendimenti dei titoli governativi sono in rialzo, complice l’emergenza della pandemia, che spinge il Paese ad incrementare il debito pubblico per far fronte alle necessità straordinarie.

Sono due i titoli collocati ad investitori istituzionali. Il primo è il nuovo Btp quinquennale, scadenza 1 luglio 2025, con cedola facciale di 1,85%, assegnato al prezzo di 99,66 per un ammontare di 10 miliardi di euro, e un rendimento a scadenza di 1,92 punti percentuali. Erano pervenute richieste per 65 miliardi di euro

Il secondo Btp, è il trentennale 1 settembre 2050, cedola al 2,45%, in questo caso si parla di riapertura. Sono stati collocati 6 miliardi a fronte di un importo richiesto di 48 miliardi e con un rendimento lordo a scadenza del 3,129 per cento.

La richiesta dei titoli di Stato italiani è stata alta sul fronte estero.

Il Btp a cinque anni è stato assegnato per il 51% ai fund manager e per il 33% alle banche. Il 76 per cento è stato collocato in paesi esteri di cui 33 punti percentuali nel Regno Unito è il 36,3 % in Europa.

Il titolo trentennale al 2050, è stato assegnato per il 53 per cento a fund manager e il 29 alle banche. Sono finiti nelle mani estere l’81 per cento di quanto collocato, così diviso: 43 per cento al Regno Unito e 33 per cento all’Europa.

Le principali istituzioni che si sono occupate del collocamento sono state: Banca Imi, Bank of America, Deutsche Bank, Jp Morgan, Nomura e Société générale.

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